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Patto di Sviluppo per la definizione del Distretto per la Ecosostenibilità della Provincia di Viterbo

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Patto di Sviluppo per la definizione del
Distretto per la Ecosostenibilità
della Provincia di Viterbo.
Marzo 2009 Valentini - Laurenti – Suraci- Giannarini
2
“ Il mondo cambia con sempre maggiore velocità e pone ogni giorno diversi più gravi
problemi: il clima, l’inquinamento, le risorse, l’energia, i rifiuti. Né si intravedono alternative
che non contemplino una maggiore attenzione alle risorse e alla salute nostra e del
Pianeta.
Non abbiamo altra scelta dunque che metterci in marcia verso la direzione giusta nella
consapevolezza, pragmatica e allo stesso tempo etica, che ciascuno (individuo o
comunità) non è chiamato a fare ciò che le circostanze (geografiche, culturali,
economiche, sociali) gli impediscono di fare ma è tenuto a fare tutto quello che rientra tra
le sue possibilità. ”
Ugo Sasso 2008 (Fondatore INBAR)
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INDICE
1. Introduzione...................................................................................................................4
2. Patto di Sviluppo per la definizione del Distretto per la Ecosostenibilità della
Provincia di Viterbo............................................................................................................5
3.0 Distretto per la Ecosostenibilità della Provincia di Viterbo ....................................9
3.1 Principi fondamentali. .................................................................................................9
3.2 Promotori del Distretto ..............................................................................................10
4.0 Idee forti del Distretto per la Sostenibilità ...............................................................11
4.1 Energia da fonti i Rinnovabili e l’uso razionale dell’energia.....................................11
4.1.1 Lo stato dell’arte delle Fonti rinnovabili e le potenzialità al 2020 nella provincia di
Viterbo........................................................................................................................12
4.1.2 Valutazione di strutture energivore diffuse.........................................................14
4.1.3 Stima degli obiettivi di riduzione di emissioni della Provincia di Viterbo ............16
4.1.4 Inventario delle emissioni in atmosfera ..............................................................16
4.1.5 La produzione delle biomasse nella provincia di Viterbo ...................................17
4.1.6 Obiettivo del distretto per la ecosostenibilità sarà quindi quello di promuovere le
energie rinnovabili e l’uso razionale e intelligente dell’energia ...................................17
4.1.7 Gli obiettivi generali............................................................................................17
4.1.8 Le principali ricadute attese: ..............................................................................18
4.2 L’Architettura sostenibile..........................................................................................20
4.2.1 Obiettivo del distretto sarà quindi quello di promuovere l’Architettura sostenibile
negli :...........................................................................................................................21
4.3 Turismo ‘eco’ e ‘sostenibile’(Rossana Giannarini) .........................................................22
4.3.1 Obiettivi del Turismo ‘eco’ e ‘sostenibile’ ...........................................................23
4.3.2 Le strategie……………………………………………………………………………22
4.3.3 Progetto Pilota per la valorizzazione del patrimonio geologico denominato
‘Geoparco della Tuscia……………………………………………………………………..22
5.0 Potenzialità del Distretto..........................................................................................................................23
5.1 Gli obiettivi del distretto..........................................................................................283
5.2 Ruolo dei promotori ...............................................................................................294
5.3 Risorse finanziare ...................................................................................................294
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1. Introduzione
Il presente progetto nasce dalla esigenza di identificare le linee guida nella definizione di
un “distretto per la ecosostenibilità” della provincia di Viterbo partendo dalle specificità e
dalle vocazioni del territorio.
È necessaria l’identificazione di meccanismi di partenariato tra soggetti pubblici e privati
interessati alla definizione e realizzazione del DISTRETTO per la SOSTENIBILITA’ della
provincia di Viterbo che siano in grado, attraverso accordi che potranno avere varia
natura, di garantire la creazione di condizioni sufficienti ad incentivare la partecipazione di
tutti gli operatori.
Le idee forza del distretto per la ecosostenibilità sono:
• ENERGIE RINNOVABILI E USO RAZIONALE E INTELLIGENTE DELL’ENERGIA –
CENTRO DELLE BIOENERGIE E DI INFORMATION TECHNOLOGY
AMBIENTALE
• EDILIZIA SOSTENIBILE
• TURISMO ED AGRICOLTURA ECOSOSTENIBILE
• BENI CULTURALI
La promozione delle fonti energetiche rinnovabili rappresenta un elemento strategico della
politica energetica sia della Provincia di Viterbo, sia della Regione Lazio per raggiungere
gli obiettivi del protocollo di Kyoto attraverso la autosostenibilità energetica territoriale
attraverso l’uso delle fonti rinnovabili
Il settore della sostenibilità ambientale degli interventi territoriali, urbanistici ed edilizi è
oggetto di forte attenzione da parte di soggetti pubblici e privati che operano nel settore al
fine di arrivare a standard di qualità per la costruzione e la ristrutturazione degli immobili.
Il turismo nella Provincia di Viterbo è un settore in forte espansione. Il turismo
ecosostenibile in particolare tende a valorizzare la cultura, l’ambiente, le economie locali,
la bellezza del territorio e può rappresentare un importante fonte di sviluppo per la nostra
provincia.
La costituzione di un marchio permetterà di identificare la qualità ecologica dei
prodotti/servizi presenti nel distretto per la sostenibilità della provincia di Viterbo.
La promozione di attività di ricerca e di sperimentazione riguardanti le attività di
produzione artigianale e industriale dei prodotti e dei servizi nei tre settori portanti del
distretto permetterà una sinergia tra tutti i promotori e lo sviluppo di una economia locale
come risposta anche alla crisi attuale.
La definizione di Corsi di formazione ed informazione per consentire alle imprese di
migliorare le loro conoscenze in materia e puntare così alla costituzione di manodopera
specializzata che competa in modo ottimale in un mercato che richiederà sempre più
competenze e specifiche nell’ambito della sostenibilità
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2. Patto di Sviluppo per la definizione del Distretto per la
Ecosostenibilità della Provincia di Viterbo.
La Conferenza sull’Innovazione e i Distretti della Presidenza Europea tenutasi a
Stoccolma nel gennaio 2008 ha ribadito che i Distretti sono motori fondamentali per
l’innovazione e contribuiscono alla competitività e allo sviluppo sostenibile dell’industria
delle piccole e medie imprese, dei servizi europei oltre a promuovere lo sviluppo
economico dei paesi dell’UE.
I Distretti tecnologici nascono da un azione congiunta fra Regioni e Governo con il fine di
promuovere la collaborazione fra grandi e piccole e medie imprese, Enti di Ricerca,
Università, risorse umane qualificate .
Premesso che :
-Il protocollo di Kyoto, firmato nel dicembre 1997, rappresenta la risposta, sul piano
internazionale agli effetti negativi dei cambiamenti climatici sul nostro pianeta
- L’entrata in vigore del protocollo di Kyoto nel febbraio 2005 ha reso effettivo l’impegno di
riduzione delle immissioni annue dei gas serra nel periodo 2008-2012, che l’Unione
Europea ha fissato pari all’8% rispetto ai valori del 1990, e che in questo ambito l’Italia,
con la legge n 120 del 1 giugno 2002 si è impegnata a ridurre le proprie emissioni del
6,5% ne periodo 2008/2012;
- la Direttiva Europea 2003/87/CE impone a ciascun stato membro di definire un piano
nazionale di allocazione delle emissioni di gas serra ai fini di istituire un mercato
comunitario delle emissioni di anidride carbonica CO2;
- La Direttiva Europea 2003/30/CE relativa alla promozione dell’uso dei biocarburanti o di
altri carburanti rinnovabili nei trasporti, prevede l’immissione di tali carburanti nel mercato
della misura del 2% al 2005 e del 5.75% al 2010;
-La Direttiva Europea 2001/77/CE , relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta
da fonti rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità, stabilisce per l’Italia di coprire al 2010
il 25 % del consumo interno lordo con elettricità prodotta da fonti rinnovabili;
- Con i Decreti legislativi 192/2005 e 311/2006 è stata recepita la direttiva europea
2002/91/CE sul rendimento energetico degli edifici;
-Il regolamento comunitario n. 1782 del 29 settembre 2003, con il quale vengono fissati i
criteri relativi ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune,
istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori ( 45 €/ha per una superficie
massima di 1500000 di ha);
-Il decreto legislativo n. 128 del 30 maggio 2005, di recepimento della Direttiva Europea
2003/30/CE, finalizzato a promuovere l’utilizzazione dei biocarburanti, o di altri carburanti
rinnovabili in sostituzione del gasolio o benzina nei trasporti, fissa altresì obiettivi indicativi
nazionali per l’immissione in consumo di biocarburanti e altri combustibili rinnovabili ( l’1%
entro dicembre 2005, il 2,5% entro il dicembre 2010);
6
-Il decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003, di recepimento della Direttiva Europea
2001/77/CE fornisce disposizioni specifiche per la valorizzazione energetica delle
biomasse ivi comprese le aree agricole, anche a rischio di dissesto idrogeologico e le aree
golenali sulle quali è possibile intervenire mediante messa a coltura di piante destinate a
valorizzazione energetica, nonché le modalità e le condizioni tecniche, economiche,
normative ed organizzative per l’attuazione degli interventi;
-La Legge n. 81 dell’11 marzo 2006 di conversione del Decreto Legge 10 gennaio 2006, n.
2, ha stabilito, in accordo con quanto previsto all’art. 3 della Direttiva europea 2003/30/CE,
che fin dal 1° luglio 2006 i produttori di carburanti diesel e di benzina erano obbligati ad
immettere al consumo biocarburanti di origine agricola oggetto di un'intesa di filiera, o di
un contratto quadro, o di un contratto di programma agro-energetico, stipulati ai sensi del
presente articolo, in misura pari all'1% dei carburanti diesel e della benzina immessi al
consumo nell'anno precedente. Tale percentuale, espressa in potere calorifico inferiore,
dovrà essere incrementata di un punto ogni anno, fino al 2010;
-La Legge finanziaria 27 dicembre 2006, n. 296 all’art. 1 comma 367 fissa i nuovi obiettivi
indicativi nazionali di immissione in consumo di biocarburanti e altri carburanti rinnovabili
(2,5% al 31 dicembre 2008; 5,75% al 31 dicembre 2010); al comma 371 fissa l’aliquota di
accisa (20% di quella applicata al gasolio) da applicare al Biodiesel per autotrazione per
un contingente annuo di 250.000 tonnellate; al comma 382 prevede la revisione della
disciplina dei certificati verdi;
- in data 18 dicembre 2006 presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali con Unione Seminativi, Assitol, Assobiodiesel ed altri hanno sottoscritto un
contratto quadro finalizzato a sviluppare sinergie nel processo di programmazione e
sviluppo della diffusione della coltivazione dei prodotti (in particolare ed in prima istanza il
seme di colza), in funzione degli obiettivi di sviluppo delle colture ad uso energetico
previsti dall’articolo 2 quater, commi 2 e 4, della Legge n. 81 dell’11 marzo 2006;
- Con i D.M. del 20 luglio 2004 elettricità e gas, ed entrati in vigore nel gennaio 2005 sono
stati istituiti i certificati bianchi, definiti anche Titoli di Efficienza Energetica (TEE) che
rappresentano un incentivo atto a ridurre il consumo energetico in relazione al bene
distribuito. I certificati bianchi consistono in titoli acquistabili e successivamente rivendibili il
cui valore è stato originariamente fissato a 100 €/tep, valore che è soggetto a variazioni
stabilite dall'Autorità anche in funzione dell'andamento del mercato.
- Il 19 febbraio 2007, i Ministeri dello Sviluppo Economico (MSE) e dell’Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) hanno emesso un nuovo decreto ministeriale,
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23/02/2007, è subentrato ai precedenti DM del
28/07/2005 e del 6/02/2006 in materia di incentivazione dell’energia derivante da fonte
fotovoltaica. (denominato Conto Energia). Il nuovo decreto è diventato di fatto operativo
solo dopo la pubblicazione della delibera dell’AEGG n. 90/07, avvenuta il 13/04/07, che ha
definito le condizioni e le modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti.
- Visto il Decreto Ministeriale del 22 dicembre 2006 per il finanziamento per le diagnosi
energetiche negli edifici pubblici
- La certificazione energetica degli edifici, quale strumento di conoscenza del livello di
consumo di energia nelle abitazioni, è stata introdotta in Italia dall’articolo 30 della Legge
n. 10/1991, rimasta poi inattuata per la mancata emanazione dei Decreti attuativi. Il D.Lgs.
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n. 112/1998, ha trasferito poi alle Regioni le competenze amministrative sulla
certificazione energetica degli edifici. Tale certificazione attualmente non è obbligatoria e
si attende l'uscita di linee guida che stabiliscano le modalità con cui vengano fissate le
varie classi. Si è in attesa di linee guida della regione Lazio.
- La convenzione tra il CIRPS e la Regione Lazio per la nascita del polo tecnologico
integrato sull’idrogeno nell’ambito della Città-Porto di Civitavecchia finalizzato alla ricerca,
sperimentazione e applicazione di nuove tecnologie di utilizzo delle fonti rinnovabili per la
produzione di idrogeno in campo industriale, civile e dei trasporti;
- Le incentivazioni delle fonti rinnovabili contenute nella finanziaria 2008 e nel collegato
alla finanziaria
Premesso inoltre che :
-La promozione delle fonti energetiche rinnovabili rappresenta un elemento strategico
della politica energetica sia della Provincia di Viterbo, sia della Regione Lazio e che
l’agricoltura può contribuirvi in modo sostanziale;
-La multifunzionalità e la diversificazione, in particolare nell’innovativo comparto delle
agro-energie, rappresenta una opportunità di sviluppo per l’agricoltura viterbese tenuto
conto anche delle difficoltà che il settore incontra con il cambiamento della politica agricola
comunitaria; risulta fondamentale il ruolo dell’intervento pubblico al fine di creare un
circuito efficace per la produzione e per l’impiego dei biocarburanti,per la produzione della
energia elettrica in cogenerazione da biomasse assicurando la regolarità e la qualità della
fornitura di materia prima, garantendo l’equità della retribuzione degli operatori agricoli
coinvolti, la certezza e la collocazione dei prodotti finali, l’equa ripartizione di utili e costi tra
tutti i fattori della produzione;
- È necessario attuare una strategia coerente e condivisa sul territorio provinciale in
materia di sviluppo agricolo ed energie rinnovabili, favorendo una maggiore partecipazione
degli agricoltori, anche attraverso processi aggregativi, ai processi di trasformazione dei
prodotti ed una più ampia interazione tra tutti i soggetti interessati, pubblici e privati,
produttori, trasformatori ed utilizzatori;
- È necessaria l’identificazione di meccanismi di partenariato tra soggetti pubblici e privati
che siano in grado, attraverso accordi che potranno avere varia natura, di garantire la
creazione di condizioni sufficienti ad incentivare la partecipazione di tutti gli operatori
interessati alla produzione, trasformazione ed utilizzazione delle biomasse e dei
biocarburanti;
-Tali meccanismi di partenariato dovranno consentire altresì la nascita di specifici accordi
(tipo consorzi di scopo, contratti di filiera, accordi di programma o altra forma) che
possano garantire lo sviluppo di circuiti locali, efficienti ed efficaci per la produzione e
l’impiego delle Biomasse e dei biocarburanti, assicurando tanto la regolarità degli
approvvigionamenti, quanto l’equa retribuzione di tutti i fattori della produzione, che il
collocamento del prodotto finale;
-Emerge l’esigenza di rendere operative le intese ratificate e sopra ricordate, attraverso
preliminari azioni di prova e sperimentazione di impianti prototipali per la produzione di
energia elettrica e calore da biomasse integrati anche da nuove tecnologie solari come i
concentratori parabolici lineari CSP;
- Appare opportuno creare un modello di gestione della filiera bioenergetica che possa
essere di supporto alle future esigenze di approvvigionamento di biomasse e
biocarburanti, partendo dalla definizione dei Distretti Agricoli Energetici di riferimento per la
produzione in loco dei prodotti agro-energetici necessari all’autonomia territoriale
8
- le imprese agricole, che operano nel territorio della Provincia di Viterbo, possono trovare
nelle colture no food, da destinare alla produzione di biomasse e biocarburanti, una
importante opportunità economica;
- Le biomasse e i biocarburanti offrono l’opportunità di diversificare il reddito agricolo,
creare posti di lavoro, proteggere la natura e, nel contempo, produrre energia pulita;
-I biocarburanti rappresentano un sostituto diretto dei combustibili fossili impiegati nel
settore dei trasporti e della trazione agricola, potendo essere integrati rapidamente nei
sistemi di distribuzione del carburante, e possono quindi rappresentare un combustibile
realmente alternativo, da subito, nel settore dei trasporti e del riscaldamento civile;
Considerato che:
- Il settore della sostenibilità ambientale degli interventi territoriali, urbanistici ed edilizi è
oggetto di forte attenzione da parte di soggetti pubblici e privati che operano nel settore e
che questa attenzione deve tradursi negli strumenti di piano;
-che le tecnologie ecologicamente sostenibili sono un valore culturale profondo perché
creano quelle differenze e complessità nei luoghi e nei comportamenti che sono alla base
degli eco-sistemi urbani e comunque degli insediamenti ecologicamente e socialmente
fondati;
-che uno degli aspetti fondamentali della sostenibilità è costituito dalla contemporanea
attenzione alla risoluzione dei problemi legati alla antropizzazione del territorio, ad una sua
gestione ecologicamente corretta, alla vivibilità e salubrità dei luoghi di vita, alla attenzione
alla condivisione e partecipazione;
-che uno degli aspetti fondamentali della struttura ecologica è la capacità che hanno i
sistemi biologici di integrarsi senza ambiguità nel loro ambiente, cioè di regolare quegli
scambi di materia ed energia da e verso l’ambiente che garantiscono la stabilità dei
sistemi complessi; e che attualmente, al contrario dei sistemi biologici, l’ambiente
antropizzato spesso non tiene conto di questa stabilità di sistema e questo contribuisce
pesantemente agli squilibri ambientali che rendono sempre più fragili le interazioni con i
sistemi naturali;
-che anche a livello di politiche nazionali l’attenzione agli aspetti ecosistemici e della
Bioarchitettura hanno caratterizzato le proposte recenti contenute nei progetti pilota e negli
strumenti complessi di intervento urbano e territoriale;
-che la Provincia di Viterbo, Assessorato all’Ambiente, è da tempo impegnata sui temi
della sostenibilità urbana ed edilizia;
- che la Provincia di Viterbo al fine di incentivare le tematiche dello sviluppo sostenibile e
della bioarchitettura , ha stipulato un Protocollo d’Intesa con la sezione di Viterbo dell’
Istituto Nazionale Bioarchitettura Del.n.8/19.01.2007;
- che la Provincia di Viterbo ha inoltrato la richiesta di Candidatura a Patrimonio mondiale
Naturale dell’Umanità (UNESCO) ?Il Distretto Vulcanico Vulsino e i Calanchi della
Teverina;
- Che la Provincia ha approvato il progetto per la realizzazione del progetto pilota di
valorizzazione del Patrimonio geologico denominato Geoparco della Tuscia.
9
Si propone la costituzione del
3.0 Distretto per la Ecosostenibilità della Provincia di Viterbo
la costituzione di un Patto di sviluppo per la definizione del “Distretto per la
Ecosostenibilità” della Provincia di Viterbo ha l’obiettivo di promuovere nei soggetti pubblici
e privati che lo sottoscriveranno l’introduzione, nei processi produttivi e nei servizi forniti:
- dell’uso di fonti rinnovabili e del risparmio energetico,
- di tecniche costruttive che rispettino le regole dell’edilizia sostenibile,
- di modelli di consumo per un turismo consapevole ed ecosostenibile,
attraverso la creazione di reti territoriali per la produzione distribuita in co e tri generazione
(elettricità,calore e freddo) con il fine di ottenere la autonomia energetica del territorio
provinciale e la sua valorizzazione ambientale riducendo l’inquinamento da gas serra e
sviluppando nel contempo nuove opportunità di lavoro.
3.1 Principi fondamentali.
I principi fondamentali del patto che determineranno il percorso di innovazione nell’ottica
della sostenibilità nei tre settori sono:
- Costituzione di un polo di eccellenza per la diffusione di sistemi di innovazione nel campo
della bioedilizia, del risparmio energetico e della promozione delle fonti rinnovabili,
sfruttando le sinergie tra coloro che lo sottoscriveranno (enti locali, imprese, banche,
Università ecc..)
- Adozione di alti standard di qualità con l’adozione di un sistema di certificazione ( edifici,
prodotti edili, sistemi di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, imprese edili, imprese
del settore edile/energetico).
- Per gli immobili dovrà essere obbligatoria la certificazione energetico – ambientale ( già
promossa dalla Regione Lazio nella legge 6/2008.)
- Estendere l’acquisizione del certificato di sostenibilità oltre che per gli immobili di
proprietà della Regione Lazio (art. 9 comma 5 L.R. 6/2008) anche agli immobili di proprietà
provinciale e comunale
- Costituzione di un “marchio di sostenibilità” che permetterà di identificare la qualità
ecologica dei prodotti/servizi presenti nel distretto (edifici, imprese edili, industrie del
settore edile/energetico, sistemi di produzione dell’energia da fonti rinnovabili, strutture
ricettive turistico alberghiero ).
- Promozione di attività di ricerca e di sperimentazione riguardanti le attività di produzione
industriale dei prodotti e dei componenti edili, le attività delle imprese edili ed energetiche
e l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili orientati ai consumi energetici intelligenti.
- Promozione di iniziative pilota al fine di diffondere la fattibilità tecnica, la conoscenza e la
convenienza delle soluzioni tecniche proposte nel campo della bioedilizia, delle fonti
rinnovabili, dell’uso razionale dell’energia e dei consumi finali nel settore turistico.
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- Corsi di formazione ed informazione per consentire alle imprese di migliorare le loro
conoscenze in queste materie e puntare così alla costituzione di operatori specializzati che
competano in modo ottimale in un mercato che richiederà sempre più competenze e
specifiche nell’ambito della sostenibilità:
- Puntare su nuovi rapporti di cooperazione tra le imprese superando le logiche
puramente individuali, ma provare ad attuare nuovi rapporti di cooperazione.
- Riduzione dell’inquinamento da gas serra e in particolare della CO2 in linea degli
obiettivi posti dal protocollo di Kyoto
- Creazione di reti territoriali per la produzione distribuita in co e tri generazione
(elettricità,calore e freddo) per ottenere la autonomia energetica del territorio
provinciale
3.2 Promotori del Distretto
Regione Lazio Ass. Agricoltura e Ambiente
Provincia di Viterbo
Camera di Commercio
Università della Tuscia
Esco Tuscia
Istituto Nazionale Bioarchitettura- sez. Viterbo
CIRPS Tuscia
Anci
Banca di Viterbo
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4.0 Idee forti del Distretto per la Sostenibilità
Vengono di seguito descritte le azioni portanti delle attività che saranno sviluppate con la
formazione del Distretto per la sostenibilità
- Promozione delle energie rinnovabili e dell’uso razionale dell’energia
- Promozione della Architettura sostenibile
- Promozione del turismo ecosostenibile
4.1 Energia da fonti i Rinnovabili e l’uso razionale dell’energia
La costituzione del distretto per la sostenibilità individua un insediamento civile o
industriale territorialmente localizzato all’interno del quale saranno costruiti impianti per la
produzione di energia (elettrica,calore e freddo) da fonti rinnovabili e dall’uso razionale
dell’energia per costituire una rete locale secondo i seguenti principi ispiratori:
- La minimizzazione dei consumi delle utenze utilizzando le tecnologie legate agli
edifici residenziali o non residenziali o industriali
- La produzione locale dell’energia attraverso tecnologie di generazione distribuita
- Il recupero di energia tecnologie per il recupero termico degli effluenti gassosi per
l’immissione in un ciclo produttivo o per utilizzarli per servizi termici, tecnologie di
valorizzazione termica ed elettrica di residui liquidi o solidi (scarti di lavorazione
dell’industria agroalimentare, scarti plastici od organici di varia natura; conversione
attraverso dissociatori molecolari o sistemi di gassificazione) o la loro conversione
in biocombustibile.
- La progettazione e la gestione ottimale di sistemi distribuiti sul territorio per la
produzione e distribuzione di energia elettrica, calore e freddo da fonte rinnovabili,
fante tradizionale esistemi ibridi) atti a creare reti locali (Smart grid Energy) che
che hanno nel loro interno la capacità di:
- modellare in modo dinamico le utenze territoriali, le reti energetiche locali ed i
sistemi di controllo nelle loro interazioni al variare delle condizioni di carico e
condizioni climatiche,
- valutare una serie di indicatori riferiti alla capacità di una rete locale di soddisfare le
utenze sotto tutti i punti di vista necessari (fornitura energetica, affidabilità,
sicurezza, possibilità di gestione delle emergenze), valutare i costi (entità e tempi di
ritorno dell’investimento, costi di gestione, costi di manutenzione), valutare i
consumi ed i risparmi energetici e porli in relazione all’accesso al sistema degli
incentivi ed al sistema normativo
- sistemi cosiddetti intelligenti (ICT- Information Comunication Tecnology) che
prevedono sistemi di controllo (convenzionali o avanzati) delle singole utenze e
delle singole sorgenti di produzione, i sistemi di diagnostica della rete energetica,
sistemi per la gestione delle emergenze (in particolare black out e capacità di
lavorare in isola con possibilità di mitigare le richieste delle utenze) ed infine i
sistemi di trasmissione a centrali di controllo remoto quando il servizio è offerto da
ESCO.
12
4.1.1 Lo stato dell’arte delle Fonti rinnovabili e le potenzialità al 2020 nella
provincia di Viterbo.
Ad oggi le richieste autorizzate od in corso di autorizzazione di operatori privati nelle
provincia di Viterbo sono riportate nella tabella seguente.
Tecnologia
POTENZA
TOTALE
(MW)
AUTORIZZATE
(MW) ISTRUTTORIA IN CORSO (MW)
BIOMASSE 11,00 11
FOTOVOLTAICO 166,59 33,35 133,24
EOLICO 358,00 60 298,00
TOTALE
PRIVATI 535,59 93,35 442,24
Questi dati mettono in evidenza che la provincia di Viterbo esprime una consistente
potenzialità di contribuire agli obiettivi che la regione Lazio nel suo Piano Energetico
Regionale, approvato dalla giunta nel luglio scorso ed in via di approvazione al Consiglio
regionale, si è posta al 2020.A solo titolo indicativo ed in base a valutazioni di tipo tecnico
derivanti dai limiti introdotti dalle “Linee Guida delle Biomasse per la produzione di energia
elettrica in cogenerazione” e dalle dichiarazioni di stampa di nuovi operatori eolici e
richieste di chiarimenti pervenute da operatori interessati a nuovi impianti fotovoltaici oltre
una ipotesi di sviluppo delle singole tecnologia nel Piano Energetico Regionale si è
pervenuti ad una ipotesi conservativa che è riportata nella seguente tabella:
Potenziale
Energia
Prodotta
Potenziale al
2020
Risparmi
Previsti
CO2
Evitata
Fonte Tecnologia Attuale
Potenziale
al 2020
MW
Ore/anno
h eq. GWh GWh TEP/a
Tonn
CO2/a
BIOMASSA
biomasse
Linee Guida 11,00 24 5000 120 120 10.320 0
Eolico Eolico 358,00 500 1750 875 875 75.250 670.950
Solare
Fotovoltaico Centrali > 50kW 133,24 200 1300 260
Tetti + scuole 1,62 10 1200 12 272 23.392 208.570
Solare
Termodinamico
Solare
termodinamico 0,00 20 3500 70 70 6.020 53.676
Geotermico Geotermico 0,00 0 7500 0 0 - -
Idroelettrico
Idroelettrico
esistente (no
pomp.) 14,5 14,5 2800 68,2 - -
Idroelettrico
nuovo: mini e
piccolo 0,00 0 2450 0 68,2 5.865 52.296
TOTALE 503,86 768 1.405 114.982 985.491
13
Le ipotesi al 2020 di sviluppo della domanda delle fonti rinnovabili nella Provincia di
Viterbo porta cautelativamente ad un totale di circa 768 MWe. In questa previsione gli
impianti Eolici rappresentano con un rapporto di 500/768 pari a circa il 65% di tutte le
fonti rinnovabili e questo starebbe ad indicare una buona vocazione della fascia collinare
della provincia che si affaccia verso il mare sebbene le ipotesi di maggiore ventosità delle
aree preappenniniche e appenniniche interne della provincia che scaturiscono dall’Atlante
Eolico del CESI lasciano intendere di potenzialità maggiori. Questi dati certamente
pongono una riflessione sui dati revisionali dell’Eolico da parte del Piano Energetico
Regionale. Solo uno studio puntuale della mappa eolica della provincia di Viterbo potrà
indicare le reali potenzialità dell’eolico.
Un contributo consistente deriva dalla componente di potenza degli impianti fotovoltaici
maggiore di 50kWe che con un rapporto 200/768 pari a circa il 26 % rappresenta il
secondo contributo alle fonti rinnovabili nella nostra provincia.
La riduzione di circa 3,2 Tonn di CO2 annue per singolo cittadino della provincia di Viterbo
al 2020 farebbe ipotizzare una capacità di riduzione procapite maggiore di quella richiesta
da Kyoto ( il consumo procapite nella regione Lazio è indicato nel PER pari a 7.7
Tonn/annuo mentre la media nazionale è pari a 8,4 Tonn/annue).
Con la produzione prevista di 1405 GWh al 2020 da parte di tutte le fonti rinnovabili si
produce una energia elettrica pari all’11% della Energia prodotta mediamente dall’impianto
di Montalto di Castro da fonte fossile ( dato2006 indicato nel PER del Lazio è pari a
16.337 GWh).
Il risparmio in energia in TEP /anno prevista sarà di circa 115.000 pari a circa 850 mila
barili di petrolio che al costo oggi di 30€ a barile corrispondono a circa 25 milioni di euro
annui su tutte le fonti rinnovabili.
Occupazione
Tonn
CO2
Tonn
SOx
Tonn
NOx
Tonn
Polveri
Barili
di
Costo Evitato
(M€) Investimenti
Tecnologia
Gestione
Impianti
Manutenzione evitate evitate evitate evitate Petrolio Import(30€/Bar) Totali (M€)
EOLICO 40 670.950 1103 1500 191 557.407 16,7 750
FOTOVOLTAICO 160 208.570 342 465 59 173.274 5,2 900
BIOMASSE 50 - - 76.444 2,3 50
Totale 250 879.520 1445 1965 250 807.125 24,2 1700
Per le tecnologie dell’eolico e del fotovoltaico si prevedono, oltre alla riduzione della
emissione di 880 mila Tonn annue di CO2 , circa 1.445 Tonn di ossidi di zolfo e circa
1.965 Tonn di ossidi di azoto.
Il totale dell’occupazione derivante dalla istallazione degli impianti si prevede per un totale
di circa 3600 uomo/anno ( pari mediamente a circa 5 uomini anno per MW istallato) da
spalmare nel periodo di istallazione degli impianti.
14
Mentre per la manutenzione e la gestione degli impianti si prevede una occupazione
stabile di circa 250 unità ( pari mediamente a circa 0.3 unità per MW istallato).
Il Totale degli investimenti previsti è pari a circa 1700 milioni di euro di cui almeno un 30%
potrà avere ricadute dirette sul territorio della provincia pari a circa 500 milioni di euro.
4.1.2 Valutazione di strutture energivore diffuse
Di seguito sono riportate le strutture della provincia di Viterbo che potenzialmente sono
coinvolgibili nelle valutazioni di costituzione di reti locali:
• Strutture ricettive
• Ospedali
• Scuole
• Impianti sportivi
• Grande distribuzione e centri commerciali
• Consumi elettrici
Strutture ricettive
La Tab. seguente riporta i dati del settore ricettivo a livello provinciale nel 2005: le strutture
di interesse per la presente analisi sono gli alberghi ( 116 su 1.801 Unità Locali) e alcune
tipologie di esercizi complementari (145 su 820 Unità Locali).
Strutture ricettive nella Provincia di Viterbo e nel Lazio (2005) – Valori assoluti
Esercizi alberghieri Esercizi ricettivi complementari
PROVINCE 5
stelle
4
stelle
3
stelle
2
stelle
1
stella
Residenze
turistico
alberghiere
Totale Campeggi
e villaggi
Alloggi
agro
turistici
Ostelli
della
gioventù
Rifugi
alpini Totale
Viterbo .. 15 57 29 15 .. 116 21 115 9 .. 145
Lazio 24 262 738 468 239 70 1801 126 653 39 2 820
Fonte: ISTAT - Banca dati INCIPIT - http://incipit.istat.it/index.html
Ospedali
L’elenco delle strutture ospedaliere aggiornato al 2004 è riportato nella Tab. 34: i posti
letto utilizzati sono stati oltre 17.000, 14.000 dei quali nella sola provincia di Roma, che si
caratterizza anche per l’elevata concentrazione di medici e infermieri (rispettivamente
l’88% e l’87% del totale).
Strutture ospedaliere nella Provincia di Viterbo e nel Lazio – (2004)
Provincia Tipo di struttura Posti letto
utilizzati Medici Infermieri Ricoveri Giornate di
degenza
Istituti a carattere scientifico 45 21 29 0 0 Viterbo
Ospedali a gestione diretta 688 399 873 26.711 200.975
TOTALE nel LAZIO 17.117 11.464 24.097 652.550 5.292.296
Fonte: Ministero della Salute - http://www.ministerosalute.it/servizio/datisis.jsp
Scuole
Con riferimento all’anno scolastico 2007-2008, la distribuzione delle Istituzioni scolastiche
è riportata nella Tab. seguente
Istituzioni scolastiche nella provincia di Viterbo e nel Lazio– (anno scolastico 2007/2008)
Istituzioni scolastiche Viterbo LAZIO
Centro territoriale permanente 1 37
Circolo didattico 16 259
Convitto annesso 0 8
Convitto nazionale 0 5
Corso serale 3 87
15
Istituto comprensivo 15 247
Istituto di istruzione secondaria superiore 6 73
Scuola dell'infanzia 85 1061
Scuola primaria 88 1182
Scuola secondaria di I grado 56 508
Scuola secondaria di II grado 33 455
Fonte: Ministero della Pubblica Istruzione - http://www.pubblica.istruzione.it/anagrafica_scuole/statali.shtml
Impianti sportivi
Gli impianti sportivi, visti gli spazi a disposizione, si prestano in particolar modo
all’installazione impianti che utilizzano le fonti rinnovabili comedi pannelli solari e
fotovoltaici ma anche impianti cogenerativo ( elettricità e calore). L’Agenzia Regionale per
lo Sport del Lazio ha recentemente pubblicato i primi dati di un censimento delle strutture
sportive presenti sul territorio delle province e del lazio
Popolazione e spazi sportivi della provincia di Viterbo e del Lazio – (2007)
Provincia Comuni Popolazione Spazi sportivi Spazi / Popolazione
Viterbo 60 302.547 930 1/325
Lazio 378 5.304.778 14.758 1/359
Fonte: Osservatorio sullo sport nel Lazio – www.agensportlazio.it
Grande distribuzione e centri commerciali
Come per gli impianti sportivi, anche le grandi aree coperte da centri commerciali ed
esercizi relativi alla grande distribuzione possono essere oggetto di specifiche azioni volte
all’installazione di impianti solari e fotovoltaici e impianti cogenerativo e/o trigenerativi. La
Tabella seguente riporta il numero e la superficie coperta a livello regionale da questo tipo
di esercizi nel 2006; quasi 600.000 metri quadri sono coperti dai supermercati; circa
250.000 dai grandi magazzini; oltre 120.000 dagli ipermercati ed oltre 165.000 dalle grandi
superfici specializzate. Infine, per quanto riguarda i centri commerciali, nel 2004 coprivano
una superficie di oltre 1.100.000 metri quadrati.
Per la provincia di Viterbo andrà effetuata una valutazione di merito.
Grande distribuzione e centri commerciali nel Lazio – (2006)
Nei capoluoghi In altri comuni Totali
Tipologia
Numero Superficie
vendita Numero Superficie
vendita Numero Superficie
vendita
Grandi magazzini 96 142.646 74 105.053 170 247.699
Supermercati 343 309.382 328 284.044 671 593.426
Ipermercati nd nd nd nd 22 122.392
Grandi superfici specializzate 33 111.231 15 54.479 48 165.710
Centri commerciali (2004) nd nd nd nd 911 1.129.227
Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico – Osservatorio Nazionale del Commercio
Consumi elettrici
I consumi elettrici della Regione Lazio e della provincia di Viterbo nel 2006, disaggregati
per settore di utilizzazione sono riportati nella tabella seguente.
consumi per settore di utilizzazione Regione Lazio e provincia Viterbo– (2006, GWh)
Agricoltura Industria Terziario (*) Domestico TOTALE
Provincia Viterbo 55,5 241,3 357,5 340,2 994,5
TOTALE LAZIO (*) 315,5 5.438,8 9.703,8 6.955,3 22.413,4
(Var. % rispetto al 2005) 0,6% 0,6% 9,0% -4,4% 2,4%
(*) Esclusi i consumi FS per trazione pari a 521,8 GWh
Fonte: Terna S.p.A.
16
4.1.3 Stima degli obiettivi di riduzione di emissioni della Provincia di Viterbo
Ad oggi, gli obblighi di riduzione sottoscritti dall’Italia con il Protocollo di Kyoto sono sotto
la diretta responsabilità del Governo, senza alcun meccanismo di ripartizione di tali
obblighi a livello regionale o locale. Per quanto riguarda invece gli obiettivi UE 20-20-20,
l’ultima finanziaria ha deciso di avviare un processo concordato per attribuire a ciascuna
regione i propri obiettivi di modo che, sommandoli, il Paese possa mantenere i propri1, in
riferimento al sistema di “burden sharing” applicato dall’UE nell’ambito degli impegni per
Kyoto.
Anche se ancora in fase di definizione, e relativa al solo obiettivo 20-20-20, la ripartizione
delle emissioni a livello locale può essere applicata anche nell’ambito del Protocollo di
Kyoto, al fine di quantificare in maniera indicativa gli obiettivi di riduzione di emissioni a
livello provinciale. Ripartendo l’obiettivo di riduzione nazionale (475 MtCO2eq.) per gli
abitanti italiani, le riduzioni pro-capite si aggirano a circa 8 tCO2eq per i 5 anni del periodo
di impegno, pari a 1,5 tCO2eq annui. Come visto in precedenza, solo parte di questo
obiettivo sarà soddisfatto tramite azioni intraprese sul territorio nazionale che possono
essere promosse dalle autorità locali, per un ammontare pari al 65,1%, corrispondente allo
1,03 tCO2eq./anno ad abitante (vengono quindi esclusi i settori coperti dallo Schema
Europeo di Scambio di Emissioni EU-ETS ed i meccanismi flessibili). Pertanto, seguendo
questa logica, l’obiettivo di riduzione della provincia di Viterbo, risulterà pari a 319
KtCO2eq all’anno per il quinquennio 2008-2012.
4.1.4 Inventario delle emissioni in atmosfera
“Un inventario delle emissioni è una serie organizzata di dati relativi alla quantità di
inquinanti introdotti in atmosfera da sorgenti naturali e/o attività antropiche”, come
specificato nel DM del 20.05.91 “Criteri per l’elaborazione dei piani regionali per il
risanamento e la tutela della qualità dell’aria” [G.U. n.126 del 31.5.1991] nel quale sono
stabiliti i “Criteri per il censimento delle emissioni degli inquinanti atmosferici, ai fini della
predisposizione di un inventario delle emissioni in atmosfera”.
Per inventario si intende una raccolta coerente dei valori delle emissioni disaggregate per:
• attività (es. produzione di energia elettrica, trasporti, allevamenti);
• unità territoriale (es. regione, provincia, comune);
• periodo di tempo (es. anno, mese, ora);
• combustibile utilizzato (es. benzina, gasolio, metano);
• tipo di inquinante (es. NOx, CO);
• tipo di emissione (es. puntuali, diffuse, ecc.).
L'inventario deve pertanto contenere informazioni, possibilmente complete, che
riguardano:
le stime di emissioni da effettuare per diverse sorgenti, considerando il singolo contributo
alle emissioni complessive in termini di quantità e di composizione dei singoli inquinanti;
• le aree geografiche coperte;
• il riferimento temporale;
• i dati riferiti alla popolazione, allo sviluppo e all’economia;
• le metodologie utilizzate per ogni tipo di categoria (procedura, fonte dei dati,
tipologia di questionari conoscitivi realizzati, riferimenti bibliografici dei fattori di
emissione, identificazione del metodo usato per la quantificazione delle emissioni,
completa documentazione delle ipotesi, identificazione delle fonti di emissione non
incluse, lista di riferimenti bibliografici).
17
4.1.5 La produzione delle biomasse nella provincia di Viterbo
Con riferimento alla deliberazione del Consiglio Provinciale del 06/02/2008, in virtù del
principio secondo cui si deve mirare alla realizzazione di impianti che utilizzano le risorse
proprie del territorio in cui vengono collocati, per la Provincia di Viterbo la maggiore
richiesta riguarda attualmente gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati da
biomasse legnose. A questo proposito, nella provincia di Viterbo sono stati individuati i
Distretti Agro Energetici (DAE) come bacino di approvvigionamento della biomassa
relativo alla porzione di territorio ritenuta idonea ad accogliere, per estensione territoriale,
caratteristiche insediative, infrastrutturali ed agricolo-forestali, la potenza totale massima in
MWth utili alla definizione di uno o più impianti di produzione di energia elettrica e calore
alimentati a biomasse (la delibera di giunta provinciale 311 del 28 Agosto 2001 ne riporta
l’elenco). Da un’analisi delle potenzialità dell’impiego energetico delle biomasse nella
provincia2 risulta che la sostanza secca potenziale disponibile è:
- Biomassa di origine forestale media annua 112 kton/Anno ( sostanza secca) .
- Scarti agricoli colture erbacee media annua circa 55 kton/anno
- Scarti agricoli colture arboree media annua circa 48 kton/anno
- Sanse Vergini/Vinacce/Noccioleti 18 kton/anno
- Il totale delle disponibilità teoriche e reali sono 233 kton/Anno ( sostanza secca)
La biomassa legnosa utilizzabile per la conversione energetica può essere reperita non
solo dalla gestione del patrimonio boschivo ma anche da una gestione del verde urbano,
dal recupero di materiale vegetale agricolo coltivato e di scarto, dal recupero di scarti delle
segherie e altre industrie del legno, dalle potature o da coltivazioni dedicate (es.
selvicoltura a turno breve o Short Rotation Forestry).
4.1.6 Obiettivo del distretto per la ecosostenibilità sarà quindi quello di promuovere
le energie rinnovabili e l’uso razionale e intelligente dell’energia
Promuovere tutte le tecnologie per la produzione diffusa e locale di energia da
interfacciare con la rete nazionale ed in particolare di:
- Fotovoltaico( micro impianti da 3-20 kW; mini impianti da 100 a 1MW e medi impianti
da 1 MW a 50 MW)
- Biomasse per la cogenerazione e trigenerazione distribuita
- Solare termodinamico a concentrazione anche in configurazione ibrida (gas o
biomasse)
- Eolico
- Geotermia diffusa
- Tecnologie per l’Uso razionale dell’energia
- Recupero energetico
4.1.7 Gli obiettivi generali
2 Documento ENEA – Provincia di Viterbo 2006
18
Gli obiettivi della diffusione di un sistema territoriale basato su sistemi ad energia
ecosostenibile consistono in:
• Definire una architettura energetica di riferimento per il caso della provincia di Viterbo
che parta dalle proposte di insediamento di impianti da fonti rinnovabili già presentate
per le autorizzazioni uniche.
• Valutazione di impianti per l’uso razionale ed intelligente dell’energia e dimostrazione
l’entità del risparmio, della prestazione, dei modelli di finanziamento e dei tempi di
ritorno degli investimenti.
• Sviluppare e validare le tecnologie delle componenti energetiche innovative
(cogenerazione, trigenerazione, impianti ibridi solare termodinamici e biomasse,
gassificazione di biomasse e CDR, fotovoltaico, eolico, teleriscaldamento, geotermia,
produzione di idrogeno e di biocombustibili).
• Trasferire tecnologie e linee guida ad un team di aziende ed eventuali spin-off al fine di
replicare l’esperienza su tutto il territorio provinciale;
• Rendere attraverso le reti energetiche locali una autonomia energetica di un territorio
circoscritto e sua potenziale replicabilità nei territori limitrofi
• Riduzione progressiva degli inquinanti da gas serra a partire dalla CO2
• Definizione dei parametri per la certificazione di ecosostenibilità territoriale
• Valutazione della riduzione dei flussi energetici della interconnessione con la rete
elettrica nazionale come la creazione di reti locali di produzione di energia.
Realizzazione di un centro avanzato di ricerca nel settore delle Bioenergie e della
Information Technology ambientale
Nella stesura del progetto si presterà particolare attenzione ai seguenti settori:
a) Innovazioni tecnologiche nel settore della produzione di bio-combustibili mediante
trasformazioni di II generazione;
b) Produzione di idrogeno per celle a combustibile sulla base di trasformazioni di biomasse in
etanolo;
c) Tecnologie di bioraffinazione per la trasformazione di residui di biomasse in materiali da
utilizzare nell’industria manifatturiera;
d) Innovazione tecnologica nel settore della bioedilizia per quanto riguarda l’efficienza
energetica, con particolare riferimento alle pareti verdi;
e) Azioni di afforestazione e miglioramento della gestione forestale di aree dedicate dei
comprensori interessati dalla convenzione;
f) Sviluppo di modelli di tecnologie informatiche per una migliore gestione delle risorse del
territorio in rapporto ai cambiamenti climatici, con particolare riferimento allo sviluppo di
Early Warming Sistems al fine di una migliore difesa del territorio da eventi estremi e
catastrofici.
4.1.8 Le principali ricadute attese:
• Stimolare lo sviluppo di una eco-industria sulle componenti tecnologiche e di sistema
coinvolte nel dimostratore dell’efficienza.
19
• Costituire un esempio metodologico di una aggregazione di una massa critica tra
sistema della ricerca – sistema di aziende e collegamento con gli enti locali territoriali
con l’obiettivo della ecosostenibiltà territoriale.
• Costituire un sistema di sperimentazione e verifica di nuovi standard di riferimento ed
eventualmente nuovi modelli di normative incentivanti in sinergia con la Pubblica
Amministrazione.
• Avviare programmi di comunicazione, diffusione e formazione sul campo.
20
4.2 L’Architettura sostenibile
A partire dagli anni 70 del XX° secolo, con la prima grande crisi petrolifera, si è capito che
non si disponeva di risorse energetiche infinite.
Attualmente accanto al problema del risparmio energetico si sta affacciando quello
“ecologico”.
Anche il settore edilizio inizia a fare i conti con entrambi i problemi.
Che nel nostro Paese i consumi energetici e le emissioni di anidride carbonica siano
fortemente aumentati e che gli organismi edilizi siano tra i maggiori responsabili di questi
aumenti è ormai cosa certa, così come appare ormai inevitabile la conformazione dello
sviluppo del territorio secondo criteri di sostenibilità ambientale come evidenziato dal
dibattito tecnico-scientifico.
A tal fine si inserisce un quadro normativo in continua evoluzione, a cominciare dal
protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici, sottoscritto nel dicembre 1997 che ha
impegnato l’Europa a ridurre entro il 2010 le emissioni di “gas a effetto serra “ del 8% e in
particolare per l’Italia del 6,5% entro il 2012.
Aderendo ad esso ogni stato contraente si è impegnato ad applicare ed elaborare “politiche
e misure, in conformità con la sua situazione nazionale“ volte, tra l’altro, al miglioramento
dell’efficacia energetica in settori rilevanti dell’economia nazionale“ e alla “ricerca,
promozione, sviluppo e maggiore utilizzazione di forme energetiche rinnovabili” (art. 2,
comma 1 della legge 120/2002 che ha ratificato il Protocollo di Kyoto in Italia).
Nel gennaio 2006 la Commissione UE ha rilasciato una Comunicazione al Consiglio e al
Parlamento Europeo relativa ad una “Strategia tematica sull’ambiente urbano”, che
individua quattro aree principali di azione, tra le quali compare (oltre alla gestione, al
trasporto e alla progettazione urbana sostenibile) proprio “l’edilizia sostenibile “.
In particolare si legge nella Comunicazione: “L’edilizia sostenibile migliora l’efficienza
energetica con la conseguente diminuzione delle emissioni di CO2 e, a tal fine, le autorità
locali dovrebbero:
-svolgere azione di sensibilizzazione;
-fissare e applicare norme specifiche, ove possibile;
-adottare in primo luogo “migliori pratiche“ per i propri edifici; con l’avvertimento generale
che “l’adeguamento degli edifici esistenti assume particolare rilievo”.
Diversi sono gli strumenti e le azioni che le Istituzioni Pubbliche possono utilizzare per
l’introduzione della sostenibilità nei programmi di governo locale. Azioni e strumenti diversi
che agiscono su aspetti e con modi differenti per il medesimo obiettivo.
La prima Azione possibile è quindi quella di agire sulla strumentazione normativa e
regolamentare.
La Provincia di Viterbo, in sintonia con quanto emerso ai vari livelli istituzionali europei,
nazionale, ha espresso la sua politica ambientale attraverso una Dichiarazione Ambientale
ed ha sottoscritto la Carta delle città Europee per un modello urbano sostenibile (Carta di
Aalborg , maggio1994 ).
Nel PTPG della Provincia di Viterbo recentemente approvato, sono enunciati in coerenza
con gli indirizzi del quadro regionale generale il recepimento e l’ integrazione delle
disposizioni riguardanti la tutela e l’integrità fisica e culturale del territorio, la conservazione
e la riproducibilità delle risorse naturali.
Questo strumento è di riferimento per l’organizzazione del territorio ed assume una
particolare importanza se gli interventi stabiliti vengono attuati introducendo concetti di
sviluppo sostenibile nella programmazione degli interventi stessi.
21
Indicazioni del piano sono l’incentivazione, come prima opzione, del recupero edilizio e la
riqualificazione del territorio urbanizzato, rispetto a quello ancora da urbanizzare, la tutela
del paesaggio agrario, garantendo il rispetto della reale destinazione ad attività agricola e
la tutela ambientale di questi territori i quali spesso in mancanza di normative e controlli
sono responsabili, al pari del settore industriale, di impatti ambientali notevoli dovuti allo
sfruttamento eccessivo dei suoli non prevedendo un naturale riciclo del suolo, come l’uso
eccessivo di diserbanti.
Nel rispetto di tale impegno e nell’ottica di garantire una migliore qualità della vita ai suoi
cittadini L’Amministrazione della Provincia di Viterbo Assessorato Ambiente ha realizzato
le “Linee guida per la promozione dell’edilizia sostenibile nei Regolamenti Edilizi e negli
strumenti di governo del territorio” . Approvato con Del. 311 del 10/10/2008.
Questo strumento ha permesso di raggiungere diversi obiettivi: informare le
Amministrazioni comunali su quanto si può fare in materia di sostenibilità, e fornire i primi
contributi operativi per consentire alle Amministrazioni che lo vorranno di avviare una
revisione degli strumenti di governo del territorio.
Successivamente la Regione Lazio con la legge regionale 6/2008 “Protocollo sulla
bioedilizia“,ha fornito lo strumento per normare, valutare e certificare la sostenibilità degli
interventi in architettura sostenibile.
L’edilizia sostenibile è particolarmente importante perché coniuga un comparto
tradizionale come le costruzioni con un settore ad alto sviluppo tecnologico come quello
delle energie rinnovabili.
Obiettivo principale sarà quindi quello di promuovere il territorio anche attraverso un
edilizia di qualità.
A tal l fine verrà resa obbligatoria la certificazione ambientale per gli immobili di proprietà
comunale e per le strutture turistico- alberghiere con l’apposizione di un Marchio di qualità.
- In attesa della definizione dei Decreti Attuativi della L.R. 6/2008 sulla bioedilizia che
proporranno la certificazione ambientale obbligatoria per gli immobili della Regione Art. 9
comma 5, verrà utilizzato il sistema di certificazione INBAR .
L’attribuzione del Marchio Bioarchitettura di Qualità energetico ambientale INBAR ,
consentirà di determinare il grado di sostenibilità dell’intervento edilizio.IL Marchio
Bioarchitettura di Qualità sarà di tipo esigenziale-prestazionale, in aderenza a quanto
previsto dai principali strumenti di valutazione/validazione del progetto di interventi
sostenibili in coerenza con le principali esperienze internazionale e nazionali, nonché con
le varie Deliberazioni regionali e Regolamenti di attuazione comunali.
4.2.1 Obiettivo dell’Architettura sostenibile
Sono di seguito descritti gli obiettivi che potranno essere raggiunti con la creazione del
distretto:
- Interventi di edilizia residenziale pubblica, e privata
- Promuovere l’integrazione negli edifici delle Energie rinnovabili
- promuovere le tecnologie di risparmio energetico ( involucro edilizio)
- promuovere l’uso dei materiali ecocompatibili
- promuovere la certificazione energetico- ambientale
- promuovere la domotica , sia nelle nuove costruzioni che negli interventi di retrofit (edifici
pubblici, edilizia scolastica ecc...)
22
4.3 Turismo ‘eco’ e ‘sostenibile’
L’industria del turismo è cresciuta negli ultimi venti anni molto rapidamente, tanto da
trasformarsi nell’attività economica più importante a livello mondiale. Il segmento di
mercato che negli ultimi anni si sta caratterizzando per un trend di crescita molto
sostenuto è quello legato alla natura, nell’ambito del quale l’ecoturismo ha assunto
un’importanza notevole. La crescita vertiginosa del turismo in generale, e dell’ecoturismo
in particolare, ha da qualche tempo aperto un dibattito per un processo di revisione dello
sviluppo turistico basato sui principi della sostenibilità. È soprattutto questo il senso della
designazione da parte delle Nazioni Unite del 2002 come Anno Internazionale
dell’Ecoturismo. La dichiarazione di Quebec che è scaturita dopo più di un anno di incontri
preparatori e dibattiti a livello internazionale assieme al piano di implementazione del
Vertice di Johannesburg hanno ribadito sempre più l’importanza dello sviluppo di modelli e
pratiche sostenibili nel turismo
Spesso si fa confusione tra turismo sostenibile ed ecoturismo: esso si riferisce ad un
segmento dell’industria turismo, mentre il turismo sostenibile si rifà a dei criteri di
sostenibilità che devono essere applicati a tutte le forme ed attività turistiche. Infatti, tutte
le attività turistiche, qualsiasi siano le loro motivazioni - vacanze, affari e conferenze,
congressi o fiere, salute, avventura e naturalmente ecoturismo - devono essere sostenibili.
La sostenibilità nel turismo si traduce nel fatto che tutti i servizi, le infrastrutture, le
operazioni, la gestione, lo sviluppo e la pianificazione devono rispondere a criteri di
sostenibilità ambientale, sociale, culturale ed economica.
L’ecoturismo tratta di una pratica turistica che si dimostra attenta alla natura, alla sua
salvaguardia e protezione. Rispetta e promuove la cultura locale; incoraggia una
partecipazione attiva della comunità locale nelle scelte e nei processi decisionali che
riguardano lo sviluppo turistico del territorio. Favorisce lo sviluppo endogeno dal punto di
vista sociale ed economico.
Ciò che contraddistingue e caratterizza l’ecoturista è la sua ricerca di:
• Una qualità dell’ambiente naturale
• un’esperienza ricca di contenuto sociale, ambientale e culturale
• un contesto autentico nel quale convivono ambiente e popolazione locale con la
propria cultura ed ospitalità
• un soggiorno in montagna attivo e dinamico per una vacanza di rigenerazione
• preferisce i piccoli centri alle località vivaci, conosciute e frequentate a livello
internazionale
La Provincia di Viterbo per le sue peculiarità ambientali e culturali, urbanistiche e sociali,
per l’integrità territoriale, presenta i requisiti per candidarsi a meta privilegiata
dell’ecoturista.
Infatti insistono sul territorio provinciale:
• 3 Parchi regionali ( Sutri, Bracciante Martignano, E Marturanum);
• 6 riserve naturali regionali( Lago di Vico, Monte Casoli di Bomarzo), Monte
Rumeno; Selva del Lamone, Tuscanica, Saline di Tarquinia) e le aree protette Oasi
di Vulci e Pian Sant’Angelo;
• 67 tra SIC, ZPS, SIN e SIR.
Tutte queste risorse mancano di una progettualità unic

 

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